Reparto storico

MEMORIAL degli SPORT NAUTICI

aimone














iceberg

GIOVANNI AIMONE CAT
e il San Giuseppe Due


Il 30 giugno1973 da Torre del Greco, il “San Giuseppe due” una feluca di 16 metri armata con vele latine iniziò la sua navigazione verso l’Antartide. Al comando: Giovanni Aimone Cat e in equipaggio Dario Trentin e i nocchieri della Marina Di Mauro e Zarattini. Scopo del viaggio: approfondire la conoscenza delle possibilità di sopravvivenza e verifica dei modelli di comportamento di piccoli gruppi umani con mezzi limitati e in condizioni difficili come quelle presenti su quel continente. Costituendo così anche un momento di ricerca e di contatto con comunità scientifiche che operavano in quelle zone. Tra l’altro l’Italia non era ancora entrata nel “Trattato Antartico” stabilito per regolare la presenza dei Paesi che avrebbero operato sul continente. L’imbarcazione italiana nata nel 1969 nel cantiere Palomba di Torre del Greco con un difficile primo viaggio aveva raggiunto in quell’anno, sfiorando i 65° di lat. sud l’isola di Deception nella penisola antartica. Rientrata in patria, ripartì nel 1973 per una seconda campagna durante la quale raggiunse, accolta con affettuosa solidarietà, le basi antartiche di Palmer Station (statunitense ), di Argentine Station (inglese) e di Almirante Brown (Argentina).

GLI ITALIANI IN ANTARTIDE
tentativi - sogni - dolori


Giacomo Bove ufficiale della Marina italiana è il primo nome italiano che si incontra nella gloriosa storia dei tentativi fatti nel secolo passato per avvicinarsi e studiare l’Antartide. La sua storia è breve e tragica. Dopo vari inutili tentativi nel 1880 di avere appoggio dal governo italiano per una spedizione in quel continente, ottiene un veliero dagli argentini con il quale raggiunge e studia solo alcune zone subantartiche: Staten Island, Beagle, Magdalena e ciò prima di far naufragio. Morirà in Italia nel 1887. Non c’è stata una vera presenza italiana nella grande epopea che agli inizi del XX secolo ha visto il succedersi delle grandi iniziative internazionali che hanno dato vita alle spedizioni antartiche. Bisogna arrivare sino all’Anno Geofisico Internazionale del 1958 per trovare il nome del nostro tenente di vascello Franco Faggioni imbarcato su unità straniere e destinato alla base neozelandese di Mc Murdo. Vi rimarrà per 13 mesi in qualità di sismologo. L’impresa nautica del veliero San Giuseppe due è quindi la prima vera presenza tutta italiana. Anche se negli anni sessanta nostri ricercatori e alpinisti come Marcello Manzoni, Ardito Desio, Carlo Mauri, Walter Bonatti, Ignazio Piussi, Alessio Ollier e Aldo Segre era stati per brevi soggiorni ospiti di basi straniere. Seguirà poi nel 1975 /76 una “Prima spedizione autonoma” organizzata e finanziata a proprie spese da Renato Cepparo alpinista e pubblicista. In piena indipendenza pur osteggiato da vari governi, riuscì a creare una base sull’isola di King George prospiciente Admiralty Bay.
La base dedicata a Giacomo Bove, dopo la partenza di Cepparo, fu abbandonata. Ed è questa l’occasione per ricordare il viaggio nel 1981 del “Platone” una imbarcazione pneumatica di 6 metri con cinque membri di equipaggio, recante oltre a una vela, due motori diesel fuoribordo. Al comando, il capo spedizione ing. Flavio Barbiero e alla guida dell’armo il cap. di vasc. Mario Valli. Questo battello pneumatico, partendo da Ushuaia, attraversò lo stretto di Drake raggiungendo nella penisola antartica Deception alla ricerca della base creata nel 1976 da Cepparo all’isola di King George riportando in patria solo poche testimonianze di ciò che era rimasto. Successivamente la penisola antartica veniva visitata anche da una imbarcazione a vela al comando di Marco Morosini, che raggiunge al comando di una barca a vela :il “Basile” la base inglese di Rhothera , lo accompagnano i documentaristi Quarti e Mariani – Morosini ritornerà sullo stesso itinerario sempre su una imbarcazione a vela nel 1988 e con gli stessi compagni italiani.
Presso il Sacrario di Como sono conservati reperti e testimonianze affidate da queste spedizioni.