Vela

MEMORIAL degli SPORT NAUTICI

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Il piccolo Giove Pluvio di Venturin esposto in Galleria a Milano nel 1980

GIANPAOLO VENTURIN

era partito il 28 aprile 1984 da Imperia pieno di speranze e progetti ambiziosi.... Assieme ad altri amici lo seguiva


IRENEO LUISETTI...


GIANPAOLO (nato a Milano 1940) aveva iniziato a frequentare ii mondo della navigazione a vela in solitario nel 1974 quando una quindicina di appassionati si preparavano per la OSTAR la regata transatlantica che avrebbe avuto luogo nel 1976. Non aveva una barca sua ma solo una grande passione che lo spingeva ad entrare in questo mondo particolare. Nei 1980 finalmente ha il "Giovepluvio" progeftata da Enrico Contreas; una barca molto piccola (8 metri) con la quale riesce a prendere parte alia 6a edizione della regata. In 38 giorni sul piccolo scafo raggiunge dall'Inghilterra Newport negli Stati Uniti con un onorevole risultato tra più di cento concorrenti. Nel 1984 VENTURIN si prepara per un'altra sfida all'Atlantico questa volta con un trimarano T.13 di 12 metri che trasforma e prepara lungamente in Mediterraneo. Il trimarano parte da Porto Maurizio nelia mattina del 28 aprile per trasferirsi in lnghilterra. In equipaggio oltre a Venturin ci sono per accompagnarlo nel trasferimento: Fabio Bossi e Franco Stucchi di Milano e viene imbarcato anche IRENEO LUISETTI (Milano 1942) un entusiasta ammiratore di Gianpaolo che aveva dedicato tutto il suo tempo libero e tante ore di lavoro per preparare ii trimarano. Il 28 aprile avviene la partenza da Porto Maurizio. Dopo 25 ore di navigazione, al largo di Tolone, sono le 23.30, l'imbarcazione che incontra brutto tempo con mare formato (vento 35/45 nodi da levante) si capovolge.. Tre membri dell'equipaggio, tra cui GIANPAOLO restano prigionieri dello scafo. Da una botola di emergenza riescono ad uscire e a sentire ancora la voce di IRENEO caduto in acqua che grida "son qua son qua" e poi più nulla. Nel buio uno dei tre riesce a raggiungere il punto dove dovrebbe trovarsi legata la zattera di emergenza che si è sganciata e inizia a gonfiarsi. Fabio e Franco in qualche modo riescono a salirvi, GIANPAOLO no... Dopo aver lottato con le onde, scompare. Nessun segnale di soccorso era stato lanciato dall'imbarcazione. Il 3 maggio dopo vari giorni dal naufragio una nave sovietica trova nelle acque della Corsica la zattera con i due superstiti. lmmediatamente dopo il racconto dei due, vengono attivate le ricerche per un possibile quanto improbabile ritrovamento degli scomparsi. Viene setacciata un'area di 5000 Km dagli "Atlantique" delia Marina Nazionale Francese. Il 6 maggio viene avvistato ii relitto del T13 vicino all'isola di Minorca. Anche la nave militare italiana l'Audace 41 a mezzo di un "Atlantique" dell'80° aerostormo di Cagliari riesce ad avvistare il relitto che raggiunge ii 9 maggio in posizione 40°20' Nord 05°50' Est. Nessuna possibilità di ritrovare IRENEO e GIANPAOLO e nessuna possibilità di sapere esattamente come si sono perduti.